unoblogil cabaret delle tue parole innocue

sui miei trascorsi biblici

le finestre che ancora mi osservano

che quando ci sei

se ne fottono

e hanno l’aria di quadri

sebbene sia astratta la felicità

io ti amo

il trasformismo dei tuoi sorrisi

sulle mie sigarette digestive

come sigle di cartoni animati

che fra le lenzuola

ami disquisire

criticamente

prima di farmi uomo

io ti amo

sebbene la felicità

non abbia forma

sono i tuoi occhi

i tuoi sospiri

i tuoi seni

la verità

tutto quello di cui

non posso fare a meno

per toccarti

e guardare la mia esistenza

ed essere viva speranza

felicità

come non avessi

guardato mai

che quando ti riaccompagno a casa

arrivo vivo

e penso che un attimo prima lo ero

che quando sei qui con me

ho ben chiari gli alberi infiniti

la gravità delle correnti

le buone notti a cui elargire sospiri

le voglie di essere sani

e puri come

pensieri semplici come

noi

come

io non sono

ma

quando ti riaccompagno a casa

sono ancora vivo

e penso che tu c’entri

più di quanto ti dia a sperare

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e tu volevi il reggae 

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gradita maturità 

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è come se tu 

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è un sottile confine 

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e non guardo la strada

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la tua chitarra è

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piccola come l’infinito

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e fendinebbia sui tuoi sorrisi

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per ammirare le favole 

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